2017

ARTEVENTO 2017 è il festival della svolta: alla location della Spiaggia di Pinarella, ambiente ideale per il volo degli aquiloni, si aggiungono il Magazzino del Sale, sede già delle prime esposizioni allestite negli anni ’80, e la Rotonda 1° Maggio, spazio perfetto per un originale intervento di environmental wind art. Lo spirito dell’evento che ha fatto di Cervia la capitale mondiale dell’aquilone pervade la città nella sua interezza, da Milano Marittima a Pinarella.
L’artista francese Michel Gressier è protagonista di due prestigiosi eventi collaterali: la mostra “Artisti fra cielo e terra” – Michel Gressier & ses amis che viene premiata dall’affluenza di oltre 10.000 visitatori al Magazzino del Sale e l’installazione Velums che coinvolge gli spazi verdi della centralissima Rotonda 1° Maggio di Milano Marittima.

 

 

La 37a edizione è dedicata al circo e all’arte del sogno, cui si ispira anche l’illustrazione di Caterina Capelli per il poster 2017. Un colorato chapiteau in riva al mare si aggiunge ai mille colori di ARTEVENTO per ospitare le rocambolesche performance degli artisti del Circo Paniko, guest star del festival. Insieme a loro, le americane Adelka Polak di Sova Dance and Puppet Theater ed Elaine Benavides di Native Lab Co. trasformano il Villaggio del Festival in un Paese delle Meraviglie, in cui crescono le contaminazioni fra arti visive e performative.

 

 

 

Sulla scia del sogno, Claudio Capelli rispolvera il “Premio Speciale per Meriti di Volo”, già consegnato, fra gli altri a Sandro Pertini, Lucio Dalla e Tonino Guerra. Destinatario del simbolico riconoscimento, è questa volta l’artista britannico Peter Waldron, presente già alla seconda edizione del festival nel 1982, e premiato in occasione del 40° anniversario del suo progetto più celebre: il Professor Waldorf’s Box Kite. Costruito in serie con brillanti e tecnologici tessuti di nylon, e facilmente smontabile e trasportabile, il geniale aquilone cellulare a forma di stella rappresenta una rivoluzione nella storia del volo, sancendo il passaggio dall’aquilone d’inizio ‘900, utilizzato a scopi scientifici e militari, al puro oggetto d’arte che noi oggi ammiriamo.