2011

La 31a edizione del festival, che si trasferisce quell’anno a Pinarella di Cervia, viene dedicata al Giappone, prostrato l’11 marzo dello stesso anno dalla tragedia nucleare di Fukushima. Oltre ad esprimere solidarietà verso la terra del Sol Levante, ARTEVENTO attira l’attenzione sulla necessità di ripensare radicalmente il sistema di approvvigionamento energetico dell’intero pianeta, invitando Massimo Ippolito ad aggiornare il pubblico sul progetto Kite Gen, presentato al festival 5 anni prima. Il successo degli esperimenti, che hanno confermato in quel lasso di tempo i risultati delle simulazioni teoriche, valgono allo scienziato il premio speciale per meriti di volo, consegnato dall’artista giapponese Makoto Ohye in occasione della Notte dei Miracoli.

 

A rendere indimenticabile l’edizione 2011, tuttavia, è un episodio alquanto bizzarro: l’attrazione dell’anno, l’aquilone più grande del mondo, portato a Cervia dal suo committente Abdulharam Al Farsi, che rappresenta per la prima volta il KUWAIT, ospite d’onore di quell’anno, è addirittura troppo grande per consentire le necessarie manovre di predisposizione al volo.

 

Se l’aquilone che deteneva il record precedente, Megabyte, aveva volato senza problemi a Cervia nel 1997, sotto la guida esperta del suo costruttore Peter Lynn, il nuovo gigante del cielo, Mega Ray, costruito dallo stesso Lynn, si rivela troppo pericoloso per tentare il decollo. La particolare disposizione del campo di volo affacciato al mare ed addossato alla rigogliosa pineta di Pinarella, infatti, non garantirebbe le necessarie procedure di sicurezza qualora l’enorme creatura, un pesce razza lungo 150 metri e largo 75, per una superficie complessiva di 1250 metri quadrati, dovesse atterrare improvvisamente, una volta girato il vento. La sicurezza del pubblico è più importante di qualsiasi sua aspettativa, e Capelli decide saggiamente di non rischiare…

 

 

 

 

Nelle foto, dall’alto: il Giapponese Makoto Ohye nel 2001, ai tempi della sua prima visita al festival, gli Austriaci Ste Rauchwarter e Koli Kollman, il Francese Ramlal Tien e l’Inglese Pauline Taylor.