2001 – 2002

Nel 2001, il crescente impegno di Capelli nel promuovere non solo la cultura dell’aquilone, ma anche e soprattutto la sua interpretazione come “fatto artistico”, è sancita con forza dalla nascita di ARTEVENTO, che implica, per coerenza progettuale, un nuovo battesimo per il Festival Internazionale dell’Aquilone. Sono i suoi stessi ospiti, infatti, ad appropriarsi con naturalezza di questo termine perfetto nel definire un evento non già monotematico, ma al contrario divenuto negli anni un'”opera aperta” proprio in virtù dello spirito infuso dai suoi protagonisti.

 

 

Il più eccezionale di essi è senz’altro la new entry Ray Bethell, che Capelli conosce durante il Kite on Ice” Festival di Madison (USA) e vuole assolutamente a Cervia: il leggendario grande vecchio di Vancouver, pluripremiato ed inimitabile campione di Multiple Kite Flying, è la Guest Star della 20a edizione del Festival e l’ospite più amato di sempre dal pubblico italiano.
Sempre nel 2001 ARTEVENTO ospita Donato Vassalli, l’atleta che, insieme a Paolo Barcucci e a due guide Inuit, è riuscito per primo nell’impresa di attraversare l’Artico sfruttando una forma di energia non inquinante, ossia percorrendo un tratto di 400 km su pista ghiacciata a bordo di una speciale slitta trainata proprio da un aquilone, e dunque sfruttando solo l’energia pulita del vento.

 

Nel 2002 la partecipazione al festival del giornalista americano Ben Ruhe, si concretizza nel bell’articolo “Cervia on the Adriatic – Festival that’s become a pilgrimage”, pubblicato su The Drachen Foundation Journal (Seattle, USA – Fall 2002). Proprio nello stesso anno, Peter Lynn, che nell’intervista rilasciata a Ruhe definisce il festival di Cervia diverso da ogni altro e “di gran lunga il più divertente”, esprime pubblicamente la propria riconoscenza a Claudio e Caterina Capelli per aver contribuito all’incremento della cultura dell’aquilone nel mondo e alla sua diffusione come pratica sportiva, favorendo in questo modo la fortuna di tutti coloro che come lui hanno fatto dell’aquilonismo una professione. Come segno della propria gratitudine, l’ingegnere neozelandese dona ai due un esemplare della sua famosa “piovra” lunga ben 25 metri.

 

 

 

 

Nelle foto, dall’alto: il leggendario Ray Bethell dal Canada, Michael Alvares dall’Australia, un’altra bella immagine di Ray Bethell, l’articolo sul festival pubblicato nel 2002 sull’americano The Drachen Foundation Journal e l’ingegnere neozelandese Peter Lynn.