1998 – 2000

Dal 1998, quando il Festival torna a svolgersi sulla Spiaggia Libera di Lungomare Grazia Deledda, a Cervia centro, le scelte di Claudio Capelli, già assistito con costanza dalla figlia Caterina, tendono a privilegiare, sempre più decisamente, l’aspetto più propriamente artistico dell’aquilone. Sono ospiti del festival per la prima volta artisti che contribuiscono in maniera fondamentale allo sviluppo dell’arte eolica: Robert Trepanier (Canada), Kisa e Anke Sauer (Germania), Michel Gressier (Francia), Pauline Taylor (Inghilterra) e Anna Rubin (Austria).

 

 

L’importanza acquisita dall’evento dal punto di vista artistico è sancita dalla richiesta del celebre fotografo tedesco Hans Silvester di immortalarne con i propri scatti la 20a edizione, nel 2000. Dall’incontro con Capelli scaturisce non solo un profondo rapporto di amicizia ma anche il progetto “La terra legata a un filo” che impegna i due a più riprese, negli anni successivi, in una serie di reportages ambientati nei più suggestivi paesaggi italiani (campagna toscana, cave di Carrara, Siena, Firenze, Venezia, Trapani) e che hanno per protagonista l’aquilone nell’interpretazione degli artisti eolici Philippe Cottenceau, Robert Trepanier, Anna Rubin, Claudio Capelli, Tim Elverston, George Peters e Melanie Walkers.

 

L’esperimento di coinvolgere il club di appassionati cervesi, fondato da Capelli come un’estensione del festival 5 anni dopo la nascita dell’evento, nel frattempo, ha dimostrato i propri limiti: nonostante l’impegno profuso nel voler far maturare l’associazione di pari passo col festival,  al contrario lo spirito, la dimensione multietnica e la portata culturale dell’evento non ne hanno purtroppo contagiato i membri… Capelli è costretto ad accettare il fallimento di un sogno di condivisione, e, per non mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa del festival, sua creatura primogenita e più amata, abbandona il club e prosegue la sua avventura autonomamente, a fianco della figlia Caterina. La decisione è profetica: d’ora in avanti la crescita del festival e del suo impatto mediatico sarà inarrestabile.

 

 

 

 

Nelle foto, dall’alto: gli aquiloni di Claudio Capelli, Philippe Cottenceau e Robert Trepanier (protagonisti del reportage “La terra legata a un filo”), e gli artisti del vento Kisa, Anna Rubin, Morten Bondestam e Robert Trepanier.