1978

Claudio Capelli rimane folgorato dal “virus” dell’aquilone durante un viaggio a New York sul finire degli anni ‘70. Appena ventottenne, il pittore cesenate si trova nella grande mela per un appuntamento con un gallerista di Manhattan quando, attraversando Central Park, la sua attenzione viene rapita dal volo di due imponenti aquiloni e dal gruppo di distinti signori che li manovra conversando, con gli occhi fissi al cielo. Si tratta di riproduzioni di aquiloni storici, come imparerà di lì a poco, radicalmente lontani dall’aquilone del suo immaginario, gioco da bambini costruito in primavera con la carta dell’uovo di Pasqua, stemperando un pugno di farina nell’aceto per incollare la solita losanga alla solita croce di canne… Quegli aquiloni, manovrati da persone adulte, erano solo un esempio della varietà di forme e di materiali diversi alle quali l’uomo, in ogni parte del mondo e fin dagli albori della nostra storia, aveva dato il volo, gratificando così quel primitivo desiderio di volare connaturato in ciascuno di noi.
Quell’incontro cruciale cambierà per sempre la vita di Capelli, folgorato da una passione che ne farà uno dei pionieri dell’aquilonismo moderno e organizzatore di uno dei primi Festival Internazionali d’Europa.

 

 

Tornato in Italia, Capelli si dedica non solo alla progettazione e alla costruzione, ma anche allo studio della storia dell’aquilone e alla ricerca di contatti con altri appassionati.  Nel volgere di un paio d’anni egli matura l’idea di organizzare un incontro dedicato a quanti, in ogni parte del mondo, siano accomunati dalla felice intuizione di sposare una risorsa naturale come il vento, alla propria creatività. Immediatamente identifica la Spiaggia Libera di Cervia, sua città di adozione, come location ideale dell’evento e inizia a proporre l’originale progetto all’Amministrazione Comunale.

 

 

 Nelle foto dall’alto: il Box Kite di Lawrence Hargrave (fu la riproduzione di questo modello storico risalente agli anni fra il 1890 e il 1900, ad incuriosire Capelli alla fine degli anni ’70), Claudio Capelli alle prese con le prime esperienze di volo, nel 1978, e con il primo aquilone di sua costruzione: un corpo centrale tondo corredato da una lunghissima coda.