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24.04.2014 08:00 -190 Days

 

 

Claudio Capelli rimane folgorato dal "virus" dell'aquilone nel 1978, quando, durante un provvidenziale soggiorno a New York, la sua attenzione viene rapita dal volo di un aquilone del tutto diverso dall'immagine che fin da bambino gli è famigliare: nel cuore di Central Park, un gruppo di distinti signori si intrattengono a conversare con gli occhi fissi al cielo, osservando attentamente, col filo ben stretto fra le mani, il volo imponente di un paio di riproduzioni di aquiloni storici. E' un incontro decisivo, che segna una svolta nella vita del ventottenne pittore cesenate, schiudendo nella sua mente un vortice di pensieri nuovi… Così lontani dall'immagine dell'aquilone che costruiva da bambino, nel giardino sulla Via Emilia, "stemperando un pugno di farina nell'aceto per incollare la solita losanga di carta velina alla solita croce di canne", quegli aquiloni, larghi almeno quanto un letto a due piazze, erano solo un esempio della varietà di forme e di materiali diversi alle quali l'uomo, in ogni parte del mondo nel corso della storia, aveva dato il volo, gratificando così quel primitivo desiderio di volare connaturato in ciascuno di noi. Non era dunque solo un affare da bambini, un gioco da farsi in primavera riciclando la carta dell'uovo di Pasqua: come avrebbe avuto modo di informarsi di li a poco, alimentando con entusiasmo la sua crescente curiosità, la pratica dell'aquilone si perde nella storia dei tempi, sviluppandosi di pari passo al genio dell'uomo, che se ne è avvalso nei modi e per gli scopi più diversi.

Da quell'incontro, alla fine degli anni '70, Claudio Capelli non abbandona per un solo istante l'idea di organizzare un incontro dedicato a quanti, in ogni parte del mondo, siano accomunati dalla felice intuizione di sposare una risorsa naturale come il vento, alla propria creatività.

 

Nel 1981, finalmente, l'Amministrazione Comunale di Cervia cede alla tenace insistenza di Capelli e decide di appoggiare il bizzarro progetto del giovane pittore: fra curiosità e scetticismo, benché ancora disorientati dall'idea che persone adulte possano raggiungere la città da ogni parte del mondo per "giocare" con i loro aquiloni, l'Assessore alla Cultura Massimo Medri insieme a Germano Todoli e ad un paio di altri consiglieri comunali, presenziano al 1°Festival Internazionale dell'Aquilone, determinando una svolta decisiva nel destino della storia della città.

Il festival si svolge sulla Spiaggia Libera di Lungomare Grazia Deledda e gode già, come per parecchi anni a venire, della prestigiosa succursale dei Magazzini del Sale, spazio espositivo perfetto per gli aquiloni.

Il seme della storia è gettato e quello di Cervia è uno dei primi due festival internazionali d'Europa: il Flexifoil, leggendario acrobatico di produzione Inglese antesignano degli attuali aquiloni da trazione, compare per la prima volta in Italia al debutto del festival nel 1981, anno che vede ospite d'onore l'Inglese Peter Waldron, ideatore dello storico Prof.Waldron Box Kite, che di lì a pochi anni avrebbe definito quello di Cervia non un semplice festival, ma un vero e proprio "pellegrinaggio".

 

Negli anni a venire il festival cresce in maniera esponenziale e gli ospiti stranieri si moltiplicano: Martin Lester (Inghilterra), Gerard Van Der Loo (Olanda), Guy Gerard, Michel Sollin (Francia), Renè Wautier (Belgio), Mel Govig, John Burkhardt (USA) e Tsutsumi Teruaki (Giappone) sono solo alcuni tra gli ospiti delle primissime edizioni a fianco di grandi nomi dell'aquilonismo italiano come Oliviero Olivieri, Maurizio Angeletti e, sopra tutti, l'indimenticato Medio Calderoni, leggendario "Geppetto" della favola degli aquiloni di casa nostra.

A partire da quegli stessi anni, Claudio Capelli, che nel frattempo si è dedicato non solo alla realizzazione del suo sogno, ma anche alla sperimentazione e all'applicazione della sua arte agli aquiloni, viene a sua volta invitato a rappresentare l'Italia ai principali festival del mondo dove promuove anche il nome di Cervia e la perfetta brezza del mare Adriatico: viaggia in lungo e in largo testimoniando la creatività italiana in tutta Europa e poi in Cina, Giappone, Malesia, Singapore ed America, ed ogni suo nuovo, interessante incontro diventa naturalmente ospite del Festival di Cervia.

 

Nel 1985 l'evento è già così noto da ispirare a Lucio Dalla e Marco di Marco la composizione "Cervia's Kites" ( in "Lucio Dalla e Marco di Marco" - Fonit Cetra 1985) che vale ai due artisti il "Premio speciale per meriti di volo" ideato da Capelli e consegnato, durante la cerimonia conclusiva della 5a edizione del festival dal cabarettista Norberto Midani. Con il simbolico riconoscimento, il patron della manifestazione vuole soprattutto omaggiare Lucio Dalla per aver scritto la frase che più di ogni altra esprime lo spirito dell'aquilonista: "c'è un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento" ( da "Cara", in "Dalla" - RCA Italiana 1980).

 

Nel 1988, un evento negativo si trasforma in un'eccezionale dimostrazione della forza di un'idea. Proprio in quell'anno, infatti, per mancanza di sponsorizzazioni, Capelli è costretto a rinunciare a Cervia, ma, deciso nel non voler interrompere per nessuna ragione la continuità del Festival, decide inaspettatamente di dirottarlo altrove, ossia sulle bianche spiagge di Villasimius, in Sardegna, dove, si svolge - unica eccezione nella storia della manifestazione - l'8° Festival Internazionale dell'Aquilone.

 

Nel 1990, in concomitanza con la tragedia dell'eutrofizzazione che prostra le acque del Mare Adriatico, Capelli sfrutta le conoscenze maturate nel mondo del teatro, dove lavora spesso come scenografo e costumista, per organizzare un grande spettacolo. L'obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico sui rischi dell'inquinamento e sulla necessità di una virata ambientalista: la serata, organizzata durante la 10a edizione del festival si intitola "Il mare oltre le nuvole" e Capelli riesce a portare su un palco allestito il riva al mare Enzo Iachetti, Giobbe Covatta, Paolo Rossi, Malandrino e Veronica, Norberto Midani, Gian Pieretti, Luca Sandri e Pierangelo Bertoli. Nello stesso anno, Capelli consegna un "Premio speciale per meriti di volo" a Sting, in visita a Cervia, riconoscendo il suo impegno per la salvaguardia delle Foreste Amazzoniche.

 

Tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90, il Festival diventa occasione di sperimentazione e confronto sulle applicazioni più rivoluzionarie dell'aquilonismo da trazione. Proprio a Cervia, dove già anni prima il Professor Erhard Hossle aveva messo a punto uno spettacolare sistema per il sollevamento umano, migliorando la pratica già sperimentata da Renè Wautier, vengono infatti testati i prototipi di imbarcazioni e tavole da kite surf, nonché gli aquiloni da trazione di nuova generazione.

Peter Lynn, il vulcanico ingegnere neozelandese che per i contributi instancabilmente apportati alla storia del volo può essere considerato il più grande aquilonista dei nostri tempi, partecipa per la prima volta al Festival Internazionale dell'Aquilone verso la fine degli anni '80 e da allora non mancherà ad una sola edizione né dell'evento di Cervia né di ogni altro festival organizzato da Claudio Capelli. Famoso per lo spettacolare display di aquiloni soft zoomorfi inaugurato dal Centipede nel 1984, Peter Lynn trova a Cervia le condizioni ideali per sviluppare anche gli esperimenti sull'applicazione del "power kiting" (l'aquilonismo che sviluppa energia) alla trazione. Il suo trimarano, che viene per la prima volta testato sulle acque dell'Adriatico nel 1991, apporta un contributo decisivo al kitesailing e alla storia che di lì a pochi anni avrebbe partorito nuove discipline sportive. La semplice sostituzione di ruote agli scafi, apportata da Lynn nel 1990 per trasformare l'imbarcazione in un veicolo terrestre a tre ruote, inaugura la pratica del buggying che, con i 10.000 buggy venduti dal suo solo inventore, diviene uno sport popolare in tutto il mondo, mai fortunato tuttavia come l'altra pratica sportiva alla quelle le ricerche dell'instancabile Lynn contribuiscono in maniera fondamentale: il kitesurf. Nel 1994, proprio a Cervia ha luogo uno incontro "storico" fra lo stesso Peter Lynn e i fratelli francesi Bruno e Domenique Legaignoux, che con una lunghissima ricerca culminata col brevetto del "Wipika", segnano la svolta decisiva, che apre la strada al successo planetario della nuova pratica sportiva. I due geniali fratelli francesi, ostinati nel trovare la chiave di volta per la navigazione al traino di un aquilone da ben 14 anni, non esitano ad entrare in acqua per testare proprio al festival un prototipo di quell'aquilone (Wipika, Wind Power Inflatable Kite Aircraft) che, grazie alla camera d'aria preformata (inserita nel profilo alare) che permette alla vela di galleggiare sulla superficie dell'acqua, renderà, alla fine degli anni '90, il kitesurf uno sport sicuro e praticabile.

 

Nel 1995 il Festival si trasferisce qualche chilometro più a sud della sede originaria, nel quartiere di Riviera dei Pini, a Tagliata di Cervia: in 14 anni dal suo esordio, l'evento è cresciuto significativamente, e vanta già più di 150 ospiti per un totale di 20 nazioni rappresentate.

Nello stesso anno, una foto che ritrae anche Claudio e Caterina Capelli scattata a Fredrikstad in Norvegia in occasione del Festival degli aquiloni di Isegran, al quale sono invitati a rappresentare l'Italia, diventa la copertina della più famosa rivista di settore, il periodico americano "Kitelines", che pubblica, nella rubrica "Innovation", sullo stesso numero, un ampio articolo dedicato all'"Eurobaleno", il rivoluzionario aquilone ad assetto variabile progettato da Claudio Capelli (Vol.12 No.1 Summer 1996).

 

Nel 1997, il 17°Festival Internazionale dell'Aquilone ospita il Megabite, l'aquilone di Peter Lynn, che, con i suoi 635 metri quadrati di superficie, deterrà sul Guinness il primato dell'aquilone più grande del Mondo fino al 2005, quando verrà superato dallo stesso Peter Lynn con una nuova, strabiliante creazione.

 

Nel 1998, quando il Festival torna a svolgersi sulla Spiaggia Libera di Lungomare Grazia Deledda, a Cervia centro, le scelte di Claudio Capelli, già assistito con costanza dalla figlia Caterina, vertono sempre più decisamente sul privilegiare l'aspetto più propriamente artistico dell'aquilone. Allora e nell'anno successivo, sono infatti ospiti del festival per la prima volta artisti che contribuiscono in maniera fondamentale allo sviluppo dell'arte eolica: Robert Trepanier (Canada), Kisa e Anke Sauer (Germania), Michel Gressier (Francia), Pauline Taylor (Inghilterra) e Anna Rubin (Austria).

 

Nel 2000, il fotografo tedesco Hans Silvester chiede a Capelli il permesso di fotografare il 20° Festival Internazionale dell'Aquilone. Dall'incontro tra i due scaturisce non solo un profondo rapporto di amicizia ma anche il progetto "La terra legata a un filo", che li impegna a più riprese negli anni successivi con l'intenzione di immortalare l'aquilone interpretato dagli artisti Philippe Cottenceau, Robert Trepanier, Anna Rubin, insieme allo stesso Capelli, nei più suggestivi paesaggi italiani.

 

Nel 2001, il crescente impegno di Claudio Capelli nel promuovere non solo la cultura dell'aquilone in generale, ma soprattutto la sua interpretazione come "fatto artistico", è sancita con forza dalla nascita di ARTEVENTO, che implica, per coerenza progettuale, una sorta di nuovo battesimo per il Festival Internazionale dell'Aquilone di Cervia. Sono infatti i suoi stessi ospiti ad appropriarsi con naturalezza di questo termine così perfetto per definire un evento non più monotematico, ma divenuto negli anni un'"opera aperta", nella quale confluiscono varie discipline artistiche, proprio grazie allo spirito infuso dai suoi protagonisti.

 

Nel 2001 durante il Festival Internazionale di Aquiloni "Kite on Ice" a Madison (USA), Claudio Capelli incontra Ray Bethell, si rende conto di trovarsi al cospetto di una leggenda e lo vuole assolutamente come ospite a Cervia. Il grande vecchio di Vancouver, pluripremiato ed inimitabile campione di Multiple Kite Flying, accetta l'invito: è la guest star della 20a edizione del Festival e di tutte quelle a seguire, ama il pubblico di Cervia e promette che non salterà una sola edizione.

 

Nel 2001 il festival ospita Donato Vassalli, l'atleta che insieme a Paolo Barcucci e a due guide Inuit, è riuscito per primo al Mondo nell'impresa di attraversare l'Artico sfruttando una forma di energia non inquinante, ossia percorrendo un tratto di 400 km su pista ghiacciata a bordo di una speciale slitta trainata proprio da un aquilone, e dunque sfruttando solo l'energia pulita del vento.

 

Nel 2002 la partecipazione al festival del giornalista americano Ben Ruhe, si concretizza nel bell'articolo "Cervia on the Adriatic - Festival that's become a pilgrimage", pubblicato sul Drachen Foundation Journal (Seattle, USA - Fall 2002). Nello stesso anno, durante il 22° Festival Internazionale dell'Aquilone, Peter Lynn, che, intervistato da Ruhe per il suddetto articolo definisce l'evento completamente diverso da ogni altro festival e "di gran lunga il più divertente" , esprime la propria riconoscenza a Claudio e Caterina Capelli per aver sensibilmente contribuito, attraverso il Festival, all'incremento della cultura dell'aquilone nel mondo e alla sua diffusione come pratica sportiva, facendo la fortuna di quanti come lui, "vivono" di aquiloni, avendone fatto una professione. Come segno della propria gratitudine, Peter Lynn dona ai due un esemplare della sua famosa "piovra" (octopus) lunga ben 25 metri.

 

Nel 2003, al tradizionale volo di notte in programma durante il festival, si aggiunge "La notte dei miracoli": l'intenzione di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di avversare il mero sfruttamento della natura attraverso un cosciente approccio ecologico, trova espressione in una performance corale ed imprevedibile durante la quale gli artisti ospiti accompagnano il pubblico in un suggestivo atto collettivo di tributo al mare e omaggio alla natura.

 

Nel 2006, il festival ospita l'astronauta Umberto Guidoni e presenta, per voce del suo ideatore Massimo Ippolito, il progetto "Kite Wind Generator". Meglio noto come Kite Gen, il progetto, tutto Italiano, coinvolge un piccolo gruppo di scienziati nelle ricerche relative ad un innovativo sistema che permetterebbe di produrre importanti quantità di energia eolica attraverso un carosello azionato da una serie di aquiloni e collegato ad un generatore.

 

Nel 2007, si presenta al Festival, senza alcun preavviso, l'eminente Professore Paul Eubel, principale responsabile della contaminazione fra aquiloni ed arte a metà degli anni '80. Ideatore del progetto "Pictures for the Sky", promosso dal Goethe Institut di Osaka di cui è per qualche tempo direttore, Eubel, ha lo straordinario merito di esser riuscito a far dipingere aquiloni costruiti con carta washi e bambù secondo la tradizione giapponese a cento fra i più importanti interpreti dell'arte figurativa del nostro secolo, donando al Mondo una pregiata collezione che comprende opere di Emilio Vedova, Rauchenberg, Tom Wasselman, Niki de Saint Phalle e Friedensreich Hundertwasser, solo per citarne alcuni. Per un festival che ormai tutti chiamano ARTEVENTO, la presenza di Eubel, rappresenta chiaramente una testimonianza significativa.

 

Nel 2008 il Festival si trasferisce nuovamente sulla spiaggia di Riviera dei Pini aTagliata di Cervia, ed accoglie per la prima volta, come ospiti d'onore della 28a edizione, 24 giovani del gruppo neozelandese Ki-O-Rahi-Akatonga-Iho, ambasciatori della cultura Maori nel Mondo. Al festival si destreggiano nel volo di tradizionali aquiloni maori, contagiano il pubblico con l'energia dell'Haka e si esibiscono in giochi di squadra connessi con il volo, ma il momento più toccante della loro permanenza si consuma il 29 Aprile fra le le lapidi del Cimitero di Guerra di S.Egidio (FC), dove Claudio Capelli li accompagna in visita ai sepolcri degli 11 soldati del 28° Battaglione Maori caduti sulla costa adriatica nel Settembre del 1944 durante l'avanzata del fronte. Il fatto che uno degli scontri più cruenti della campagna di liberazione (secondo la ricostruzione del giornalista cesenate Gabriele Papi, promotore dell'iniziativa) abbia avuto luogo proprio sulla stessa spiaggia di Tagliata scelta come location del Festival Internazionale dell'Aquilone, giustifica il grande trasporto emotivo che accompagna la partecipazione del gruppo maori all'evento.

Nello stesso anno il Theatre Ciel Ouvert di Montreal (Canada) allestisce al Festival lo spettacolo "La macchina volante" ideato e interpretato da Vania Beaubien.

 

Nel 2009 l'Indonesia viene scelta come Paese ospite d'onore del 29° Festival e la coordinatrice della delegazione Sari Madjid riesce a portare a Cervia un eccezionale gruppo di 32 maestri dell'aquilone, danzatrici e musicisti provenienti da Bali, Java, Jakarta e Sud Est Sulawesi.

 

Nel 2010 ARTEVENTO festeggia i 30 anni del Festival Internazionale dell'Aquilone insieme a 200 ospiti, amici speciali, provenienti dai 5 continenti. Dal 1981 l'evento ha ospitato aquilonisti provenienti da Afganistan, Albania, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Brunei, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Colombia, Croazia, Cuba, Danimarca, Etiopia, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Giappone, Giordania, Grecia, Haiti, Hong Kong, India, Indonesia, Inghilterra, Israele, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malesia, Malta, Martinica, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Pakistan, Polonia, Repubblica Ceca, Senegal, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Stati Uniti,Tailandia, Taiwan, Tasmania e Ucraina.

 

Nel 2011 il Festival Internazionale dell'Aquilone si sposta a Pinarella di Cervia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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